Gatti e donne in gravidanza

Gatti e donne in gravidanza

12 Aprile, 2017

A molte persone viene consigliato di disfarsi del loro gatto quando decidono di mettere su famiglia per evitare che possa trasmettere la tanto temuta toxoplasmosi ai neonati, malattia provocata dal parassita Toxoplasma gondii che potrebbe provocare malformazioni al feto. Tuttavia, una serie di precauzioni consente di allontanare eventuali pericoli per il neonato.

In primo luogo, dovete sapere che le donne che hanno già contratto e superato la malattia, non si potranno contagiare di nuovo e, di conseguenza, il bambino in arrivo non correrà alcun rischio. A tal fine, nelle prime settimane di gravidanza, la donna dovrà sottoporsi al toxo-test per confermare o escludere tale possibilità nonché escludere la possibilità che il gatto sia stato contagiato.

Modalità di contagio della toxoplasmosi

Il contagio di noi, gatti, avviene mangiando carne cruda contenente le larve del parassita che vengono poi espulse con le feci. Per tale ragione, le donne incinta devono evitare di pulire la vaschetta del gatto e non consentire che quest’ultimo faccia vita all’aperto data la possibilità che venga a contatto con altri gatti che magari sono stati contagiati.

Un altro provvedimento importante consiste nel sottoporre a controllo l’alimentazione del vostro gatto. Se si ciba di mangimi umidi o asciutti, il problema non sussiste. Durante la gravidanza, dovete fare attenzione che il vostro gatto non mangi alcun tipo di carne cruda. In altre parole, è vietata la caccia agli uccelli, ai roditori e a qualsiasi altro animale.

Infine, trattandosi di un’infezione oralmente trasmissibile, non solo bisogna lavarsi le mani e non portarle alla bocca dopo essere stati a contatto con gatti possibilmente infetti ma è buona prassi evitare di mangiare qualsiasi tipo di carne cruda. Lavate le verdure con accuratezza prima di consumarle e le mani dopo esserne venuti a contatto.

Come potete vedere, il vostro gatto non è l’unico vettore della toxoplasmosi. Con qualche semplice accorgimento, eviterete di esserne contagiate senza dover necessariamente rinunciare al vostro caro micetto. In caso di dubbio, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico o veterinario.

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